Enya on horseback in scene from The Celts video.

 

Enya

Valentina De Poli

Minni & Company (Italy) October 1993

Una fata dal viso di madreperla e nuvole conosce nel profondo i segreti della musica per sognare...

[Scritta sotto una meravigliosa foto ritraente Enya, vestita di bianco, in riva ad un lago: In Irlanda, terra di incantesimi, si studia ancora il Gaelico, la magica lingua delle popolazioni celtiche. Per i Celti, le Fate del Lago sono bellissime fanciulle dai colori della luna, come Enya.]

C’era una volta una bambina che viveva in una fattoria della contea di Gweedore, nel cuore dell’Irlanda. La piccola... era la piccolina d’una bella famigliola dove si coltivava con passione l’arte della musica. Mamma e papà per intrattenere i loro piccoli... "folletti" cantavano loro in lingua gaelica le favole dei Celti. Leggende antiche più di duemila anni, che raccontavano di mondi incantati in cui comparivano e... puf... sparivano come per magia fate, cavalieri, draghi, elfi e salamandre. I bambini erano affascinati da queste avventure e la più piccola fra loro [In realtà non è la più piccola, credo che sia la quinta tra nove fratelli e sorelle], Eithne Ni Bhraorain, detta Enya, ascoltava rapita ogni storia, facendo tesoro di ogni nota e di ogni parola per poi sognare e fantasticare. Enya era piccola, delicata, fragile, quasi lunare e... sperduta nel suo mondo incantato. Studiava musica classica e celtica al college, come i suoi fratelli che, seguendo la tradizione di famiglia, avevano approfondito gli studi fino a formare un gruppo musicale di successo, i "Clannad". "Vieni con noi, Enya!" insistevano entusiasti della loro esperienza. E lei si lasciò convincere. Per la piccola fata di madreperla, ormai diciottenne, cominciarono così due anni di spettacoli in giro per il mondo fra l’applauso e l’ammirazione di migliaia di persone. Proprio lei che non amava sentirsi protagonista! Per farsi coraggio davanti al grande pubblico chiudeva gli occhi e lasciava riaffiorare nella sua mente una filastrocca che aveva imparato da bambina:

"Anche attraverso tumulti e conflitti
Sento musica suonare.
Essa suona e risuona nella mia anima...
Come posso trattenermi dal cantare?"

Sembrava scritta apposta per lei: questo era ciò che provava Enya! Nella sua anima c’era tutto il suo mondo di melodie, immagini fantastiche, sogni incantati da liberare attraverso il canto. Ma nelle canzoni tutto: immagini, parole, voci, rumori, note... proprio tutto, deve rimanere sullo stesso piano in un’unica armonia: nulla deve diventare "il" protagonista, tanto meno lei. La musica di Enya è un invito a lasciar andare la mente, a lasciar scivolare i pensieri altrove, lontano... Un discorso bellissimo in termini di poesia musicale, ma in termini commerciali quante difficoltà e incomprensioni. E che impegno far capire questa tecnica magica di fare musica a chi si occupa di vendite e di classifiche di dischi! Così i sogni di Enya sembravano destinati a rimanere... tali!

Poi un giorno, ecco l’incontro con Ricky e Roma Ryan, produttori di musica. Al pianoforte della loro abitazione Enya ha cominciato a cantare spontaneamente. "Ascoltando la sua musica e la sua voce sono comparse davanti a me delle immagini fantastiche!" - ha detto Roma - "Era il mondo delle fate, anzi, Enya era una fata... La melodia della sua voce, unita alle note del piano, era come... una nuvola ricoperta di fiori, bellissima, soffice, fuggitiva...". Grazie a questa capacità di creare atmosfere magiche, le canzoni di Enya sono diventate le colonne sonore di film famosi e di una serie di telefilm dedicati alle leggende della civiltà celtica, raccolte in un album stupendo, "The Celts", dove, accanto a ogni pezzo, ritroviamo le storie dei mitici personaggi irlandesi. Gli altri successi di Enya sono "Watermark" e "Shepherd Moons", dischi da sogno, ricchi di tensione emotiva: Enya usa la voce, unica al mondo, come uno strumento e così suoni, poesia, scrosci d’acqua, vento, echi che si perdono all’infinito, sembrano rievocare e far vivere luoghi, visioni del passato... o del presente? Forse del futuro... Chissà: le sue melodie superano le barriere del tempo reale, proprio come nei sogni...



Note: Transcribed by Silvia Curti & Walter Barlassina.